PROMETEO | Il canguro azzurro

As part of the international project BETWEEN LAND & SEA 2021- 2023
STUDIO PREVIEW | SALA GRANDE TEATRO BIONDO
PALERMO 22 and 23 October 2021

PROMETHEUS | The blue kangaroo
based on a tragedy of AESCHYLUS
Adaptation | Direction and Scenography SIMONE MANNINO

With JAMEL MADANI | AYMEN MABROUK | TEZETA ABRAHAM | GIORGIO COPPONE | MARIEM SAYEH
Texts LORENZO MARSILI
Dramaturgical advice EVA-MARIA BERTSCHY
Original music and Sound design GAETANO DRAGOTTA
Costume design PHILIPPE BERSON
Technical direction JESSE GAGLIARDI
Stage manager GIULIANA DI GREGORIO
Assistant costume designer SHARY TADDEI
Costume production SARTORIA PIPI
Set collaborators RICCARDO BRUGNONE | VITTORIO PITRELLI | ANDREA MANNINO | PABLO CRICHTON
Consultancy and translation into Arabic PATRIZIA SPALLINO | PAOLO LA MANTIA | YOUSRA HADDAWI
Production management GIOVANNA LA BARBERA
Distribution VALENTINA BERTOLINO
Production ATELIER NOSTRA SIGNORA
Co-production THEATER BREMEN | TEATRO BIONDO DI PALERMO | With the support of KULTURSTIFTUNG DES BUNDES | Promoted by STUDIO RIZOMA

Philosophical tragedy, aesthetic manifesto and political drama in three movements, in an original rewriting freely inspired by the figure of Prometheus.
The myth of Prometheus is one of the most powerful tales of humanity’s mastery of nature and technology. It has been reinterpreted countless times since Aeschylus, by Goethe, Shelley, Gide and Pavese among others – always in the service of a new self-analysis of a society undergoing profound change. With the impending climate crisis and the worsening human rights crisis in the Mediterranean, the time has come for a reinterpretation of the myth.

The new theatrical creation directed by Sicilian-born director and set designer Simone Mannino, conceived and written with political writer Lorenzo Marsili and Swiss dramaturg Eva Maria Bertschy in collaboration with a transnational ensemble of artists based in Italy and Tunis, literally throws Prometheus from the cliff into the sea. Reversing the element of fire into its opposite, Prometheus is fished out of the water and imprisoned in an aseptic space by a humanity that has now replaced the gods. The Titan, reunited with Hermes, his roommate, and visited by numerous apparitions, will confront fundamental questions about human nature. In a time of an incipient climatic collapse and a profound systemic crisis, the work explores the relationship with the flame of techne, oscillating between instrument of liberation and new slavery. It tackles the parable of progress and infinite growth, offering a vision capable of overcoming the dominion of man over man and of man over nature.

A studio presentation of the piece is promoted by Studio Rizoma, and the executive production is coordinated by Atelier Nostra Signora in the framework of an international co-production with Theater Bremen, within the project Between Land and Sea, financed by the German Kulturstiftung des Bundes. The presentation of the shows is supported by Teatro Biondo of Palermo, main co-producer for Italy with national debut foreseen in 2022.

Studio Preview | 22/23 October 2021 at 8.00 p.m |
Performance in Italian and Arabic language with subtitles | Entrance by invitation

| note di regia

Prometeo – lo spettacolo necessario e impossibile.

Fuoco, conducimi alla madre… (Apollonio Rodio)

Alcuni anni fa ho letto un frammento di un filosofo greco, Eraclito; la natura ama nascondersi diceva, solo questo. La natura è davanti ai nostri occhi, dentro di noi. Come possiamo vivere insieme a qualcosa che si nasconde? Che cosa sappiamo di questa natura che non ama mettersi in mostra? Nei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, che ho letto tempo dopo, queste domande risuonano nell’introduzione e rappresentano un segno di contraddizione: Mito è, nello stesso tempo, qualcosa di necessario e di impossibile. Parabola singolare, incipit necessario nell’affrontare la storia di Prometeo. Nel tentativo di esplorare il mondo delle origini, ossia ciò che nel teatro mi piace indagare come il “primitivo” o il “selvaggio”, appare tutta la potenza dell’uomo sul piano culturale in termini di simbolo, rito e mito. Nel Teatro del mondo “Prometeico” è l’uomo per eccellenza. Dunque Prometeo, il mito, è lo spettacolo necessario e impossibile. Necessario perché è la sostanza stessa della nostra vita, che non è mai vita naturale e immediata ma che sempre implica investimento di senso, superstizione, mistero, se non religione. Necessario perché appartiene all’alba della coscienza umana, all’origine, all’antichità, e non alla tradizione. Necessario perché esistere è appartenere ad una provenienza anche quando è negata, ad un rituale, una tragedia, una partitura, una ripetizione. Necessario perché reagisce con brutalità alle umiliazioni. All’amore. All’indignazione. All’abuso. Alla morte, al sesso e alla violenza. Necessario perché è il corpo come oggetto del sacrificio, quando il corpo è sulla scena (rupe), è lo spirito che si manifesta, vive nell’azione e nella materia. Necessario perché lavora alla libertà individuale e non il disastro che crea l’ideologia. Necessario infine perché non c’è processo artistico che non sia avviato da un’intuizione, una iniziale emozione poetica, come dimostra il fatto che conoscere è ridestare alla memoria, creare è ricostruire l’immemoriale. Tuttavia impossibile, il mito. Lo stesso vale per il teatro.

Lo spettacolo si vedrà.

Simone Mannino